È possibile che la paura dell’impegno lo abbia bloccato sessualmente?

È possibile che la paura dell’impegno lo abbia bloccato sessualmente?

Domanda

Salve,

Vorrei esporle la mia situazione alla quale non riesco a trovare una soluzione.

Ho 34 anni, e da circa 5 mesi sto insieme a Paolo di 41! In realtà ci conosciamo da circa 1 anno. All’inizio era solo una normale frequentazione. Lui mi ha presentato quasi subito ai suoi amici e poi anche a suo fratello e sorella. I suoi genitori non li conosco ancora né lui i miei, perciò non c’è ancora niente di ufficiale anche se andiamo in giro mano nella mano e il nostro rapporto è vissuto alla luce del sole!.

Lui si è trasferito in un’altra città

Da aprile lui si è trasferito in un’altra città per lavoro che dista circa 3 ore di macchina. I primi fine settimana era lui a tornare e quando saltava un week end, al suo ritorno tra noi erano sempre fuoco e fiamme. C’era una passione sfrenata tra noi. Da agosto ho cominciato ad andare io da lui e starci per settimane intere per poi tornare insieme nella nostra città nei week end! I nostri momenti idilliaci sono spesso stati stemperati da sue frasi del tipo: “tutto finisce prima o poi “, “sempre se ci arriveremo a dicembre  (come coppia )”, “io sono uno che si stufa presto” ecc…

Lui ci tiene molto a me; se capita di non rispondere subito ad una sua chiamata, mi richiama più volte e segue sempre un whatsapp del tipo “tutto ok?”. È sempre molto tenero e amorevole con me, anche in pubblico. Capita che si dilunga, durante una serata insieme, magari a cena o in qualche locale, a scambiare sguardi con ragazze, qualcuna con la quale ha avuto in passato qualche flirt. Io gliel’ho fatto notare, anche per non far credere di essere proprio stupida, ma come è ovvio immaginare lui nega! È conosciuto come un matador,  un seduttore, essendo anche molto bello!

Da due mesi non facciamo più sesso

Si sta presentando un importante, fondamentale problema: da circa due mesi non facciamo più sesso! Pur avendomi a disposizione a casa sua, una casa tutta nostra, anziché la solita macchina quando torna nella nostra città, non si eccita più.  Ci abbiamo  provato.  Ci prova. Ma non ha nessuna erezione. Non ha desiderio di me.

In realtà credo di aver capito che è un uomo piuttosto insicuro e soprattutto… teme l’impegno.  Matrimonio, figli, sono sicuramente nel suo immaginario, ma credo che sia molto faticoso per lui, mettere in pratica un evento del genere. Deve essenzialmente decidere se rimanere bambino (continuare a provare il brio della seduzione, corteggiare ed essere corteggiato, dei primi incontri, conquiste) oppure “crescere” (e perciò rinunciare a ciò di cui poc’anzi). Questo gliel’ho anche detto!  E credo proprio di aver colpito nel segno! Ma non da spiegazioni alcune.

Le sue relazioni, a detta sua, negli ultimi 5 anni, non sono mai state serie e sono durate molto poco.

Per lui sono la brava ragazza

Credo che veda in me la brava ragazza, tranquilla, efficiente in casa. Quando sto da lui, nella sua nuova città, stando sola a casa ad aspettarlo, sono io ad occuparmi di tutto, preparare pranzo e cena e tenere pulite le quattro mura! (non in modo maniacale, magari con l’intento di dimostrare quanto io sia brava e perciò una ottima futura moglie per lui, ma solo perché mi sento in dovere di farlo visto che sono tutto il giorno sola e a casa sua!).

Forse questo scenario ha smorzato in lui la passione nei miei confronti, portandolo a vedermi come una donna (a cui portare rispetto e della quale non poter fare a meno vista la sua bravura e accortezza: mi definisce una ragazza squisita) e non più anche come una femmina???!!!! Possibile che in pochi mesi sia cessata la passione e la voglia sessuale di me? (Lo ha ammesso lui stesso che effettivamente è sempre stato bello, bellissimo!).

La paura dell’impegno

Questa paura dell’impegno, che io non ho mai preteso (ho solo voluto delle spiegazioni a sue manifestazioni di cui sopra “tutto prima o poi finisce “, io mi stufo subito” ecc), è possibile che lo abbia bloccato anche sessualmente? Cioè che ogni volta che si trova di fronte ad un bivio, “scegliere cosa fare” della relazione che sta vivendo quando questa si fa più forte e duratura più di quanto egli non sia abituato,  lo porti a non desiderare più la donna che gli sta a fianco?!

Lui mi dice spesso che con me sta sempre benissimo! E anche io con lui, perché a parte tutto è una gran bella persona. (E se flirta con le altre credo lo faccia solo perché ha bisogno di essere adulato e sapere di piacere: ha questa piaccia!). Io non gli dirò più nulla per non sembrare asfissiante e bacchettona, questo è certo! L’ho fatto poche volte in realtà, secondo me necessarie!.

Cosa devo fare? Chiudere per un po’? Gliel’ho anche proposto ma lui mi ha detto che non è necessario. E forse è vero! Le cose vanno affrontate insieme!. Non so più cosa dire e pensare. Mi comincio a sentire insicura e tapina. Come potrei comportarmi?

Spero in una risposta.

Grazie infinite Dottore.

Buona giornata.

Risposta

Gentile lettrice, grazie per aver scelto di condividere i suoi dubbi.

Nella sua situazione sembrano esserci diversi problemi aperti, tra cui spiccano le complicazioni relative al trasferimento in un’altra città, la convivenza, la definizione dei ruoli nella coppia, le vostre fragilità personali e un problema nella sessualità. Quest’ultimo è quello meno chiaro.

Facciamo il punto della situazione

Facciamo il punto della situazione per orientarciLei ha conosciuto Paolo un anno fa, state insieme da cinque mesi e ad aprile lui ha cambiato città. Essendo nel mese di novembre, immagino che la relazione sia quindi iniziata verso giugno/luglio di quest’anno, dopo il suo trasferimento. Avete quindi iniziato una relazione vedendovi nei fine settimana e ad agosto lei ha iniziato a trasferirsi da lui per più giorni per vivere più tempo insieme. Nei primi tre mesi la sessualità è stata vissuta piacevolmente, mentre da settembre lui non riesce più ad avere delle erezioni nella sessualità.

Il problema nella sessualità quindi si è manifestato dopo poco tempo che sono iniziati la convivenza e la frequentazione quotidiana.

Disturbo del desiderio o disturbo erettile?

Nel descrivere il problema sessuale ha accennato a un problema di desiderio sessuale. Non mi è chiaro se in questo caso si tratti di confusione tra eccitazione e desiderio o di un reale problema di desiderio sessuale. Il desiderio sessuale è necessario per innescare un’erezione nella sessualità, ma non è sufficiente. Una disfunzione erettile può manifestarsi indipendentemente dal provare desiderio sessuale. È quindi possibile che lui nutra desiderio nei suoi confronti, ma nonostante questo non riesca ad avere un’erezione.

Queste due alternative andrebbero approfondite per capire quale escludere (o se doverle considerare entrambe).

Questi problemi sono una novità o si ripetono ciclicamente?

Rispetto al suo modo di vivere la sessualità, lei non conosce il passato di Paolo e non sa quanto i problemi attuali siano descrittivi della vostra specifica relazione o se siano un ostacolo che lui incontra in ogni relazione. Se lui è abituato a relazioni disimpegnate e poco durature, forse alcuni problemi lo riguardano in prima persona e quindi tendono a ripresentarsi di volta in volta.

Sorge il dubbio che il problema sessuale sia una novità nella vostra relazione di coppia, ma possa non esserlo per lui. Allo stesso tempo, è possibile che in passato non siano mai capitati episodi simili e che Paolo stia affrontando per la prima volta una difficoltà nella sessualità. Difficile stabilirlo se, come scrive, alle volte lui tende a nascondere i comportamenti che lo fanno sentire giudicato.

Le difficoltà di prendere un impegno

È sempre difficile esprimere delle opinioni rispetto ad altri, soprattutto quando lo si fa per interposta persona, ma in questi termini l’ipotesi che la paura di prendere un impegno sia l’ostacolo principale non sembra la più probabile, almeno in questi termini. Se così fosse, non si spiegherebbe come mai abbia desiderio di sposarsi e avere figli.

Piuttosto, vista la sequenza di eventi, sembrerebbe più plausibile che lui abbia difficoltà a comprendere e gestire la propria emotività e che stia vivendo un disturbo erettile conseguente all’intensificarsi di emozioni relative al vostro rapporto di coppia. Visto che le emozioni sono conseguenza dei propri pensieri, l’intensificarsi del legame nella relazione potrebbe aver provocato una ricaduta sulla rigidità dei pensieri riguardo la coppia.

Il tema ritorna quindi ad essere quello dell’impegno, ma da un punto di vista diverso. Il problema potrebbe non essere la paura a prendere un impegno, ma la paura di non essere all’altezza dell’impegno che vuole prendere. Diversamente da quanto ipotizzato nella domanda, l’impegno potrebbe essere desiderato, ma configgerebbe con un’autostima più fragile di quanto sperato. Lei stessa suggeriva la fragilità della sua autostima quando ipotizzava il motivo della sua ricerca di adulazione, anche facendo leva sulla propria avvenenza che sa essere un suo punto di forza.

A ognuno i suoi problemi, ma insieme

In una relazione di coppia è difficile prendere delle decisioni. Nonostante questo, la invito a considerare che l’idea di “chiudere per un po’” sia difficile da attuare. Capita che le coppie che si lasciano poi decidano di riprovarci, ma non è possibile pianificarlo a priori. Quando ci si lascia è importante avere chiaro che probabilmente la relazione è interrotta in modo definitivo. A questo proposito condivido l’idea che i problemi di coppia valga la pena affrontarli insieme.

Le suggerisco di iniziare definendo meglio il problema. Provi a verificare se si tratta di desiderio o eccitazione. Può trovare qualche informazione utile a distinguerli nell’articolo sul ciclo di risposta sessuale. Nel caso si tratti di un disturbo erettile, questo è un problema che può essere risolto lavorando sulla propria emotività in modo autonomo o, nel caso non si vedessero miglioramenti e non si sapesse in quale direzione lavorare, scegliendo di rivolgersi a un sessuologo.

Aiutare senza essere protagonista

Affrontare in coppia, a volte significa contribuire a semplificare la situazione mentre il partner lavora sulla sua difficoltà. Quindi anche non essendo protagonista del problema, la partner di una persona con una difficoltà sessuale può contribuire alleggerendo il clima e sostenendo gli sforzi dell’altro. Questo ruolo può essere scomodo, perché sostegno non vuol dire disinteresse. Capita che alcune persone piuttosto che affrontare le difficoltà sessuali finiscano per preferire di fare a meno della sessualità perché troppo confuse e disorientate. Per questo facilitare non significa non parlarne, ma piuttosto dedicargli il giusto tempo e cercare di affrontarlo come un argomento su cui si sta imparando a comportarsi come se fosse la prima volta, mettendo da parte i giudizi e dandosi il tempo per farne esperienza.

È come fare il tifo per una squadra amatoriale. Non ci si aspetta per forza un risultato positivo, ma almeno che si impegni nel tentativo. E anche nel caso di insuccesso, il tifo rimane importante per continuare a impegnarsi per quello che ritenete importante. Nella sessualità spesso capita che il partner venga visto più come un avversario che come un alleato. Per questo è essenziale costruire un dialogo costruttivo.

Scegliete insieme come dividervi gli impegni

Paolo sembra essersi preso a cuore impegni che non gli è stato chiesto di prendersi, quindi potrebbe essere utile parlarne e capire insieme come alleggerire la situazione. Potreste scegliere di darvi obiettivi che considerate alla vostra portata, come potreste dividere in modo diverso le responsabilità.

Oggi lei sta contribuendo all’economia domestica, ma non è detto che un’ottima moglie sia necessariamente questo. Lei quale persona vorrebbe essere? Potrebbe essere utile confrontarsi riguardo i ruoli che desiderate indossare nella coppia. Visto il trasferimento e la nuova realtà cittadina, forse potrebbe esserle utile iniziare a radicarsi sul territorio. Conoscere persone nuove e trovare un lavoro nella nuova città potrebbero essere modi per contribuire al progetto familiare e coltivare più autonomia.

Non esistono regole prestabilite, potete decidere quello che preferite. Però non prendere una decisione esplicita e condivisa può essere un problema. Se non esprimete una decisione, c’è il rischio che la scelta sia presa spontaneamente dagli stereotipi e dai luoghi comuni che vi accompagnano. È possibile che le difficoltà attuali siano state favorite dalla tendenza di Paolo a prendersi degli impegni non esplicitati. Iniziare a chiarire chi fa cosa potrebbe aprire a un modo più efficace di condividere idee e progetti in coppia.

Spero di esserle stato di aiuto, non esiti a scrivermi per ulteriori dubbi.

Cordiali saluti.

Dr. Valerio Celletti

studio di psicoterapia e sessuologia

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