Sono condannato a vivere con questo fantasma?

sono condannato a vivere con questo fantasmaDomanda

Vi scrivo per segnalarvi un problema di disfunzione erettile. Parto però necessariamente dal passato. Fin da quando ero adolescente,pur provando attrazione platonica per alcune ragazze, ho avuto difficoltà a immaginarle in situazioni eccitanti, prediligendo donne mature per le mie fantasie erotiche. E anche le mie masturbazioni erano sempre orientate verso donne adulte,per la maggior parte, piuttosto che verso le mie coetanee. In particolare, ho una sorta di perversione: la donna o ragazza, durante l’atto sessuale, deve avere belle mani e degli anelli.

Le prime relazioni

In seguito, ho incontrato una ragazza che voleva fare sesso con me, ma io, per insicurezza, ho sempre rifuggito questi rapporti. A 19 anni mi fidanzo, comincio ad avere una vita sessualmente attiva, ma vivo la prestazione sessuale con un po’ di preoccupazione, alcune volte con noia. Dopo alcuni anni, mi sono innamorato della mia migliore amica e ho cominciato a masturbarmi pensando a lei, fino a quando non ho cominciato a farci sesso. Nonostante inizialmente il mio desiderio sessuale verso di lei fosse immenso, ho avuto problemi di disfunzione erettile, credo per un problema di ansia da prestazione. Dopo un po’ tutto regolare. Da premettere che con lei facevo sesso senza preservativo e comunque non sono mai riuscito ad andare oltre i tre rapporti sessuali al giorno con lei (la prima volta duro poco, la seconda duro molto tempo, perchè è come se non riuscissi ad eiaculare,e la terza…peggio).

Da quando abbiamo troncato, non riesco ad avere erezioni senza pensare a lei. Anche se guardo un porno, mi si erige solo se penso a lei. Ho avuto esperienze con altre ragazze, ma ho floppato alla grande. Durante il rapporto orale, mantengo l’erezione. Dopo, nella fase di erezione (con l preservativo), perdo l’erezione. Anche se non penso alla mia migliore amica. Com’è possibile? Anche se mi si sono avvicinate belle donne, non ho mai provato desiderio sessuale per loro. Sono condannato a vivere con questo fantasma?

Risposta

Gentile lettore, grazie per aver scelto di condividere la sua storia su BenessereSessuale.com.

La sua domanda è sul disturbo dell’erezione, ma da quanto scrive non sembra il tema principale. Per risponderle in modo comprensibile serve inquadrare anche gli altri argomenti trattati. Provo a farlo partendo dal suo testo e mi scuso in anticipo per i possibili fraintendimenti.

I primi approcci al sesso

Fin dall’adolescenza riconosce di essersi sempre concentrato su alcuni dettagli del corpo femminile. Nelle sue fantasie le mani e i gioielli ricoprivano un ruolo speciale e questo può averla spinta a dedicare molto impegno a costruire fantasie sessualmente desiderabili. Le coetanee o una situazione sessualmente generica non le risultava sufficiente. Questo approccio non può essere considerato migliore o peggiore di altri, ma può essere tra i più faticosi. Costruire un’idea elaborata del sesso, soprattutto nei primi approcci alla sessualità in cui c’è meno esperienza a cui attingere, richiede un certo impegno. Questo suggerisce che per lei il desiderio sessuale probabilmente è stato innescato sempre dal pensiero più che dalle sensazioni fisiche.

Durante le prime esperienze di coppia la preoccupazione era così intensa da contribuire a convincerla a rimandare il sesso. Questo contatto con la paura è proseguito durante le prime esperienze sessuali in cui si inserisce anche una certa noia. La noia è uno stato emotivo, come la paura. Tutte le emozioni sono sempre la conseguenza di un pensiero. Questo significa che probabilmente vivere la sessualità in quel modo la portava a riflessioni che le innescavano noia. Da quello che ha scritto, non mi è possibile dedurre quali pensieri la annoiassero, ma le suggerisco che forse la sua attenzione ai pensieri era così intensa da distrarla dalla sessualità anche durante il rapporto sessuale.

La relazione con la sua ex

In modo diverso, la relazione con la donna con cui prima eravate migliori amici è stata un’esperienza che, per come la descrive, sembra averle permesso di vivere la sessualità aggiungendo un pensiero per lei molto eccitante. Anche in questo caso, non mi è dato sapere se il pensiero riguardasse una caratteristica specifica di questa persona, o il vostro rapporto, o il fatto che l’amicizia le abbia permesso di approcciarsi a lei in modo graduale.

Se consideriamo l’impegno necessario per costruire delle fantasie sessuali eccitanti nei primi approcci alla sessualità, diventa plausibile la possibilità che lei avesse bisogno di tempo per costruire un approccio sessualmente desiderabile nei confronti di una donna. Nel caso in cui questa ipotesi fosse attendibile, è quindi possibile che le reazioni importanti innescate dalla sua ex descrivessero più il risultato del suo ragionamento che non una caratteristica intrinseca della sua partner.

Successivamente i problemi di erezione si sono ripresentati diventando sistematici indipendentemente dall’avvenenza delle sue partner. Premettendo che questa opinione si basa solo sulla sua domanda, mi sembra di capire che l’estetica complessiva delle sue partner possa non essere un fattore determinante. Come già scritto, sembra che per lei alcuni dettagli risultino più importanti dello scenario complessivo. Sembra inoltre che i dettagli non debbano essere necessariamente sempre gli stessi e che siano collegati a pensieri più astratti che possono essere modellati di volta in volta.

Sono condannato a vivere con questo fantasma?

Non credo che lei sia condannato a vivere con questo fantasma. Credo però che la sua attenzione al pensare il sesso, per essere funzionale, debba accompagnarsi a una maggiore capacità di ascoltare i propri pensieri e le emozioni che ne conseguono, così da permetterle di gestire volontariamente l’importanza che vi attribuisce e iniziare a fare esperienza di un modo più leggero e salutare di vivere i rapporti interpersonali.

Se mi permette una metafora; è come se, andando al ristorante, lei ordinasse da mangiare facendo riferimento a cosa mangiano i suoi commensali piuttosto che tenendo in considerazione i suoi gusti e le sue intolleranze alimentari. Così facendo, appena le servono il cibo non le è chiaro perché abbia ordinato quelle portate e sembra che si senta in dovere di mangiare solo perché è quello che si fa al ristorante.

Il passato influenza il nostro presente nella quantità in cui ce lo portiamo dietro. Ma se non sappiamo cosa ci stiamo portando dietro, finisce che ne vediamo le conseguenze senza capire da cosa vengano prodotte.

Il tema è l’eccitazione o il desiderio sessuale?

Come le accennavo inizialmente, oggi il problema si manifesta con un disturbo dell’erezione che la spinge a scrivere a BenessereSessuale.com. Questa difficoltà di erezione è importante, ma ho il dubbio non sia la principale. Da quanto descrive, mi sembra plausibile che il disturbo dell’erezione sia un problema secondario a una difficoltà primaria nell’ambito del desiderio sessuale reso complesso da un approccio personale e, forse, troppo schematico alle relazioni interpersonali.

Le suggerisco di provare a mettere meglio a fuoco il significato che hanno per lei i pensieri sulla sua ex, partendo da cosa, per lei, la rendesse così eccitante ai tempi della vostra relazione. Ascoltare e capire il ruolo di questi pensieri è un passaggio importante per aprirsi ad altri approcci al sesso e alla possibilità di relazionarsi in modo più efficace con gli altri e con se stesso. Se non riuscisse ad approfondire autonomamente questo tema, la sua difficoltà è un buon argomento su cui lavorare con uno psicoterapeuta. La psicoterapia è uno spazio di incontro con se stessi in cui lavorare su quegli argomenti introspettivi che non sappiamo come affrontare diversamente da quanto abbiamo già sperimentato.

Spero di esserle stato di aiuto, non esiti a scrivermi per ulteriori dubbi.

Cordiali saluti.

Dr. Valerio Celletti

studio di psicoterapia e sessuologia

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