Questi pensieri non dovrebbero appartenere alla mia vita

Questi pensieri non dovrebbero appartenere alla mia vitaDomanda

Buonasera dottore. Ho quasi 23 anni, sono un ragazzo che ha avuto sempre pulsioni per il genere femminile, tornando indietro sin dalle elementari per le ragazzine, ho avuto poche storie d’amore alla mia età, ma molto lunghe e passionali.

Le relazioni di coppia

Ho avuto la mia prima vera ragazza a 16 anni (ero follemente innamorato di lei, lei però giocava con i miei e sentimenti, faceva sempre la dubbiosa un giorno stava con me e l’altro no, mi faceva correre, mi faceva stare male perché io la amavo e lei aveva forti dubbi, scatenando insicurezze).

Dopo 3 anni ho capito che non andava bene, l’ho lasciata per la mia attuale ragazza di cui sono innamorato (nel periodo in cui ho conosciuto la mia nuova ragazza, ho avuto dei rapporti con la mia ex ma piantandola in asso, ottenendo così una soddisfacente rivincita).

Con la mia attuale ragazza si sono capovolti i ruoli, sono stato io a farla correre, a farmi desiderare e tutto quanto, di sicuro lei mi dimostra molto di più, sono ormai 3 anni che ci sto insieme. Comunque oltre a queste due ragazze, non sono mancate di sicuro storielle extrarelazionali.

I dubbi sul mio orientamento sessuale

Lo scorso anno, un giorno, dopo aver avuto un periodo di forte stress e attacco di panico, ho provato a tradire e ho fatto cilecca. Ho pianto tutta la notte e ho avuto il pensiero di essere gay! Inizialmente non mi ha turbato il pensiero, poi, non so come e non so il perché, ho iniziato a visionare porno gay. In questo anno ho guardato dei porno gay, inizialmente magari per curiosità, ora sembrano piacermi, tanto è vero che mi vengono in mente pensieri in cui faccio del sesso orale ad alcuni miei amici più virili di me o che hanno il pene più grande del mio, oppure dei sogni con gli stessi soggetti! Penso ai loro peni, oppure se sono in mutande il mio occhio cade sempre là. Alcuni sogni però sono anche eterosessuali! Quando mi sveglio dai sogni sono un po’ turbato e di solito vado a riguardare altri video porno gay, non so se per piacere o ansia.

Sono in psicoterapia da 6 mesi, il dottore dice che non sono gay, ma che sono caduto in un loop ossessivo, che sono insicuro, che il porno magari me lo sono fatto piacere appositamente, in quanto il cervello è plastico. Lui mi dice sempre di non cercare sintomi su internet, di non guardare video, di posare il cellulare e di non cercare qualsiasi rassicurazione, di fidarmi della sua diagnosi. Ecco, mi viene difficile.

Perché faccio questi pensieri?

Rispetto a tempo fa questi pensieri mi mettono molto meno angoscia, io conduco la mia vita in modo normale, però non riesco a capire come mai ho meno ansia se questi pensieri non dovrebbero appartenere alla mia vita, mi chiedo il perché.

Penso anche di masturbarmi compulsivamente dopo quei video, e non so se per piacere o lo faccio per scaricare la tensione. Vedo dei ragazzi belli in giro e mi faccio delle seghe mentali, vedo dei peni più grandi del mio e pare che io volessi prenderli, non riesco a capire bene.

Perché faccio questi pensieri?

Poi ho letto su internet che questi pensieri omosessuali se sono magari volontari o spontanei possono essere indice di omosessualità, ma non riesco a capire, forse sono intrusivi e automatici e quindi faccio fatica ad accettarli, non capisco neanche se li accetto o meno (magari questo dubbio nasce da ulteriore ansia). Perché prima sembravano paurosi e ora meno?

Per quale motivo anche quando scrivo un messaggio alla mia ragazza mi viene il dubbio se la amo, se mi piace, se mi piace andare a letto con lei?

Scusi la lunghezza del messaggio

Risposta

Gentile lettore, la sua domanda è molto interessante, sia per il tema, sia per il modo in cui lo sta affrontando.

Le sue difficoltà nella sessualità iniziano in modo esplicito l’anno scorso, come conseguenza di un rapporto sessuale insoddisfacente. Da quel giorno inizia ad attribuire molteplici significati al suo comportamento sessuale e arriva a dubitare del proprio orientamento sessuale.

La scelta di dubitare del proprio orientamento sessuale

Mi sembra di capire che la sua ipotesi è che lei non sia riuscito ad avere un rapporto sessuale per mancanza di desiderio verso le donne. In questo senso, ha attribuito un possibile significato inconscio a un’esperienza in cui non riusciva a capire il senso del proprio comportamento.

Tra tutte le ipotesi possibili, ha scelto di dubitare del proprio orientamento sessuale.

Per arrivare a questa conclusione esistevano due percorsi possibili: 1) dubitare del proprio orientamento sessuale perché non trovava nessun’altra spiegazione plausibile o 2) vagliare diverse alternative e, alla fine, scegliere che quella dell’orientamento fosse la più plausibile.

Da quanto ha scritto, ho il dubbio che lei abbia esplorato l’orientamento sessuale più per una propria tendenza a dare risalto ai ruoli nella sessualità, come nelle relazioni in cui dice che “si corre o si fa correre”, piuttosto che per un motivo che potesse concretamente dare valore a questa opzione. L’assenza di ipotesi alternative e l’ansia e la vergogna intense e ingestibili hanno fatto il resto.

Nel suo racconto, ha spiegato di come quel periodo fosse caratterizzato anche da stress, ansia e panico e che ci fosse una certa confusione nelle sue relazioni di coppia. Potrebbe esserle utile approfondire questi (e altri) argomenti per capire se sottendono altre possibili spiegazioni del disturbo erettile che ha portato ai dubbi successivi.

Stessi pensieri, emozione diversa

Oggi i pensieri sulla sessualità sono ancora presenti, ma hanno un valore emotivo diverso. È probabile che questo sia uno dei risultati che sta ottenendo dal suo lavoro di psicoterapia, ed è la strada su cui proseguire.

Infatti il problema emotivo non è costituito solo dal pensare qualcosa, ma soprattutto da come quel pensiero le innesca emozioni intense e ingestibili. Se il suo vissuto emotivo sta cambiando, è probabile che lei stia cambiando modo di approcciarsi a quei pensieri che innescavano ansia e vergogna insopportabile. Potrebbe esserle utile lavorare con il suo psicoterapeuta anche sul capire in quale modo lei sta riuscendo a ottenere questo risultato. Avere più chiara la soluzione che sta applicando è la chiave per poterla fare meglio e per saperla fare anche in altri contesti in cui potrebbe averne bisogno, ora o in futuro.

Preferisco non entrare nel merito del modo in cui si possa lavorare su questo pensiero, ma le suggerisco un’idea. Il fatto che un pensiero inneschi un’emozione non è collegato alla sua veridicità. Basti pensare all’idea della morte. Tutti un giorno moriremo, ma tendenzialmente non siamo angosciati dall’idea della morte in ogni momento, anche se ci pensiamo volontariamente. Ciò nonostante, il pensiero che un giorno moriremo è un pensiero sempre vero e in alcune situazioni potrebbe diventare emotivamente intenso.

Esplorare il proprio orientamento sessuale

Esplorare il proprio orientamento sessuale è un’esperienza complessa per molte persone. Su BenessereSessuale.com può trovare una guida all’orientamento sessuale in corso di pubblicazione.

Esplorare le alternative e conoscere se stessi può essere un momento complicato che è importante affrontare con metodo.

Quando esploriamo delle alternative, può essere pericoloso etichettare alcuni pensieri come inaccettabili. Infatti quando lei dice che “questi pensieri non dovrebbero appartenere alla mia vita”, etichetta questi pensieri, attribuendogli un significato che non è necessario che abbiano.

L’orientamento sessuale è definito da diverse caratteristiche, ma la principale è il desiderio sessuale. Avere un’erezione, un orgasmo, una fantasia o non riuscire ad avere un’erezione, un orgasmo o delle fantasie non sono caratteristiche che definiscono il proprio orientamento sessuale.

Se ripensa ad alcuni anni fa, prima dell’esperienza dell’anno scorso, lei aveva desiderio sessuale per le sue partner? Se la risposta è si, quella risposta definisce un orientamento sessuale eterosessuale. Gli orientamenti sessuali sono strutture tendenzialmente stabili che non possono entrare in contraddizione. Anche se lei si impegnasse a testarsi con esperienze omosessuali, questo è improbabile che possa renderla omosessuale. Eterosessualità e omosessualità sono alternativi. Diversamente, è possibile scoprire o coltivare un orientamento bisessuale o pansessuale che non nega il passato, ma lo amplia partendo da esso.

Probabilmente continuare a comprendere meglio il proprio presente e i pensieri con cui lo affronta è la strada più efficace sia per iniziare a dare senso al modo in cui le sue emozioni la portano alla confusione attuale, sia per costruire un approccio più efficace a gestire le proprie opinioni e i rapporti con le altre persone.

Spero di esserle stato di aiuto, non esiti a scrivermi per ulteriori dubbi.

Cordiali saluti.

Dr. Valerio Celletti

studio di psicoterapia e sessuologia

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