Verginità in età adulta

Verginità in età adulta, perdere la verginità e approcciarsi al sesso per la prima voltaDomanda

Buongiorno dottore,

Con la presente sono a chiederle informazioni relativamente alla verginità in età adulta.

Sono un uomo di 36 anni e ho avuto molti problemi di socializzazione, ho subito bullismo e non ho un buon rapporto con mio padre. Mio padre era ed è molto restio a parlare di sesso, semmai avrò dei figli, vorrei essere diverso da lui, mia madre è una cattolica che mi fa incazzare letteralmente.

L’ansia sociale che avevo è calata, (ho fatto psicoterapia cognitivo comportamentale), le ricadute ci sono ancora tuttavia riesco a gestirle.

Come mi devo comportare???

Risposta

Gentile lettore, mi sembra di capire che la sua storia sia più complicata di quanto riassunto. Sono felice di leggere che il lavoro di psicoterapia l’ha aiutata a capire e gestire meglio alcuni aspetti della sua ansia sociale. Da qui, può proseguire.

Partendo dal presupposto che non ci sia nulla di più pratico di una buona teoria (perché se non è pratica, non è una buona teoria), il suo prossimo passo è mettere in pratica la sua capacità di gestire le proprie ricadute.

Nella sua domanda specifica di aver svolto un percorso di psicoterapia cognitivo comportamentale (CBT). Senza entrare in dettagli che risulterebbero dispersivi, la CBT ha un approccio funzionalista mentre la maggior parte delle psicoterapie sono strutturaliste. La distinzione sta nel fatto che nella CBT si ritiene che i problemi psicologici non siano prodotti da una struttura completamente problematica, ma da una struttura efficace compromessa da alcune funzioni problematiche. Come un’automobile che non deve essere totalmente distrutta per non muoversi, basta che sia danneggiata in un suo meccanismo.

Quindi le sue riflessioni preoccupate influenzate da esperienze sociali dolorose possono essere quella funzione danneggiata che, una volta aggiustata, le permetterà di riprendere il proprio percorso.

La verginità

Da quanto scrive, mi sembra di capire che il senso della sua domanda sia “come risolvo il mio essere vergine a 36 anni?”. Data questa domanda, trovo importante e utile sottolineare che vedere la verginità come un problema non renda giustizia all’argomento e risulti controproducente.

Quando si parla di verginità, letteralmente si intende non aver mai avuto un rapporto sessuale penetrativo con un’altra persona. Circa il 50% delle persone perde la verginità prima dei 19 anni. Quindi, proseguendo con l’età, il numero di persone vergine diminuisce progressivamente. Tutto questo accade durante l’adolescenza, un periodo che va indicativamente dai 12-14 anni fino ai 20-25-30 a seconda del proprio percorso di vita. Non esiste una data universale per il termine dell’adolescenza, perché è una sfida che ognuno affronta in modo personale. L’argomento principale dell’adolescenza è la costruzione di un sistema di idee che, nel confronto con gli altri e con il mondo, permetta di comprendere meglio se stessi e il proprio ruolo. Per molte persone la sessualità può diventare un’unità di misura fondamentale nel rapporto con gli altri.

Per alcune persone essere sessualmente desiderabili diventa centrale per poter pensare di essere migliore degli altri e avere un ruolo nel mondo. Per altre persone saper sedurre ed avere molti rapporti sessuali diventa sinonimo di successo e viene ritenuta la premessa a un futuro di successo.

Spesso perdere la verginità diventa un problema. Tanto più è rimandato, tanto più il problema sembra aumentare e peggiorare. Una corsa che porta a sentirsi sempre più nelle retrovie.

È così?

Meno noto, ma molto più diffuso, è il problema opposto. Cosa succede quando si scopre che aver fatto sesso, per quanto piacevole e soddisfacente, non ha modificato il proprio valore personale e non ha migliorato il proprio curriculum professionale?

Perdere la verginità in età adulta

Fare sesso è un buon modo per coltivare il proprio benessere sessuale. Allo stesso tempo, fare sesso è importante, ma spesso non è sufficiente.

Perdere la verginità significa aver fatto sesso con qualcuno, ma la definizione di verginità non si sofferma sulla piacevolezza del sesso, sull’intimità, sulle fantasie, sul coinvolgimento o sull’emotività del rapporto sessuale. Se perdere la verginità volesse dire aver fatto del buon sesso, la percentuale del 50% scritta poco fa probabilmente calerebbe drasticamente sotto il decimale.

Le suggerisco quindi una importante distinzione tra due obiettivi:

1) Avere un rapporto sessuale con una persona.

2) Avere un rapporto sessuale piacevole con una persona che le piace e la fa sentire bene.

Il primo è molto semplice, il secondo è più complesso e difficilmente succederà al primo rapporto sessuale. Il fatto che lei ritenga di avere difficoltà a perdere la verginità, mi fa pensare che lei abbia in mente di raggiungere il secondo obiettivo al primo tentativo. È possibile che lei abbia evitato le soluzioni impersonali o i contesti che favoriscono occasioni sessuali poco intime. Inoltre, con il passare del tempo, è possibile che lei si sia convinto di dover garantire un risultato soddisfacente a una possibile partner che immagina aver avuto più esperienze sessuali di lei.

Essere troppo convinti del proprio punto di vista

L’approccio da me descritto, seppur comprensibile, non è il più efficace. Molti dei pensieri che ho suggerito, sono la possibile conseguenza di un punto di vista spaventato e poco esperto. La mancanza di esperienza può creare un possibile circolo vizioso di cui è importante accorgersi.

“Ho poca esperienza (cioè conosco pochi punti di vista sul tema e non ho vissuto quello di cui si parla). Quindi penso di aver perso il confronto con i coetanei e questo mi spaventa. Da spaventato, tendo a sopravvalutare la probabilità delle conseguenze pericolose. Sono convinto che perderò sicuramente il confronto con gli altri e che questo avrà conseguenze disastrose.”

Se la premessa è che lei ha poca esperienza, è importante che sia consapevole di questo aspetto a tutti i livelli, compreso nelle sue convinzioni. Quindi per gestire meglio la propria ansia sociale nell’approcciarsi all’altro sesso e ai rapporti sessuali è utile ricordarsi di non sapere davvero quello che è convinto di sapere; ricordarsi che non ha realmente perso un confronto con persone che non conosce; ricordarsi che il sesso che potrebbe avere occasione di fare non è necessariamente migliore o peggiore di quello che la sua partner ha già consumato in passato; ricordarsi che se per lei è un’esperienza che sta vivendo con la massima attenzione, è possibile che la sua partner abbia meno aspettative e, infine, ricordarsi che per alcune persone avere la possibilità di essere la prima volta di un’altra persona può essere una caratteristica molto ricercata.

Approcciarsi al sesso per la prima volta

Nella sua domanda mi ha descritto alcune difficoltà sociali e familiari senza entrare nello specifico. La psicoterapia che ha già iniziato è il contesto giusto in cui approfondire questi temi e imparare ad affrontarli efficacemente, sia in generale, sia per le conseguenze indirette nel sesso.

Per quanto riguarda il sesso, le sue difficoltà sono le stesse di chiunque altro, più tutte le convinzioni che ha accumulato negli anni. Questo da un lato complica le cose, dall’altro le semplifica. Se avere troppe idee è un ostacolo, la sua età può aiutarla ad affrontare questo argomento con più metodo di una persona più giovane. Socrate diceva di sapere di non sapere, così almeno una cosa la sapeva. Conoscere ed essere pienamente convinti della propria ignoranza è uno strumento fondamentale per affrontare le novità e per fare esperienza.

È possibile che per lei sia difficile recuperare la strada persa rispetto a chi ha affrontato il sesso con metodo fin dall’adolescenza. Ma in pochi affrontano il sesso con curiosità, interesse e metodo, soprattutto all’inizio. Quindi per lei è assolutamente possibile arrivare a un benessere sessuale pienamente soddisfacente per se stesso e, eventualmente, recuperare terreno sui coetanei. Se mai fosse davvero necessario recuperarne.

In questa situazione le suggerisco di approcciarsi al sesso per la prima volta, come se fosse davvero la prima volta e non vivendola come se fosse l’ennesima occasione mancata.

Spero di esserle stato di aiuto, non esiti a scrivermi per ulteriori dubbi.

Cordiali saluti.

Dr. Valerio Celletti

studio di psicoterapia e sessuologia

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